X-files: torna su Fox ma per chi non l’avesse mai visto?

14 Luglio 2008 0 Di diteleblog

Su FOX torna la serie che ha cambiato la storia della tv. Ecco perché non ve la potete perdere
Nominate una serie tv che è stata trasmessa in Italia: difficile che io non l’abbia vista. Il mio lavoro consiste nel tenermi costantemente aggiornata seguendo tutte le nuove serie e recuperando tutte quelle “vecchie”, facendo in modo di essere sempre al passo col la storia dei telefilm e con i nuovi standard produttivi. Al giorno d’oggi, la qualità delle serie tv ha raggiunto livelli record. Ormai capita raramente che una nuova serie non abbia tutte le carte in regola per diventare una serie la cui visione andrebbe consigliata. Fatevi quindi due conti: dagli anni ’50 ad oggi, tanto per porre dei “limiti temporali”, quante sono le serie che – per una ragione o per l’altra – ogni appassionato di tv dovrebbe aver visto? Centinaia.

Una volta ho provato a ridurre l’elenco a 100 titoli, ed è stata una faticaccia. Perché nei must televisivi non bisogna inserire le serie che ci piacciono di più, bensì quelle che hanno in qualche modo contribuito attivamente alla storia del linguaggio televisivo e a quella – perché no? – della nostra cultura: la cultura popolare, la cultura contemporanea. In un elenco del genere, le serie da inserire sono quelle che hanno modificato il linguaggio televisivo, lasciato un segno indelebile nella storia dei telefilm, creato fenomeni di costume che andavano al di là del piccolo schermo. Serie come X-Files, insomma.
La serie creata da un Chris Carter ispirato dalla passione giovanile per prodotti come Ai confini della realtà e Kolchak: the Night Stalker (di cui gli spettatori di FOX hanno potuto vedere in anteprima italiana il remake), ha inaugurato ufficialmente una nuova stagione per le serie tv. Assunto dalla FOX con l’incarico di realizzare un nuovo progetto televisivo legato al tema del soprannaturale – in particolare a quello del vampirismo, che piaceva ai vertici del network – Chris Carter decide di spaziare il più possibile. Soprannaturale, fantascienza, folklore, leggende metropolitane: tutto ciò che ha a che fare con il mistero… lo interessa.
sigla di apertura
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Ma come unire argomenti tanto diversi, sebbene legati da un unico filo conduttore? Detto, fatto: bastava creare un’originale coppia di investigatori. Magari dell’FBI, visto che l’idea di X-Files nasceva in concomitanza con lo strepitoso successo de Il silenzio degli innocenti. Fox Mulder (David Duchovny) e Dana Scully (Gillian Anderson) ebbero il compito di creare una coppia indimenticabile, formata da due personalità ben distinte ed originariamente in (voluta) contrapposizione. Scienza contro fede (vi ricorda qualcosa?).
Opposti ma complementari, Mulder e Scully conquistarono subito il pubblico. La vastità degli argomenti affrontati dalla serie permetteva, infatti, a chiunque di trovare almeno un elemento di proprio gradimento, ed il successo di X-Files iniziò a crescere a dismisura. Le teorie sui complotti governativi, la fede nell’esistenza di extraterrestri ostili e la voglia di ascoltare teorie originali su “mostri” classici, che hanno sempre accompagnato gli incubi dell’uomo, fecero della nuova serie un prodotto irresistibile. La tensione sessuale irrisolta (U.S.T., in gergo da sceneggiatori) fra i due protagonisti, destinata a rimanere tale – irrisolta – per molti anni, attraeva il pubblico: tutti volevano sapere come sarebbe andata a finire fra Mulder e Scully.
Il mix di generi diversi e di stili contrapposti (il dramma viene costantemente stemperato da una forte ironia, inizialmente appartenente al personaggio di Mulder ma in seguito “assorbita” anche da quello di Scully, seppur in maniera minore) fece il resto. Consentendomi, oggi, di affermare che X-Files ha davvero cambiato la storia della tv. Nove stagioni, un film per il grande schermo ed un altro in arrivo, crossover con il secondogenito Millennium, conventions, siti web, fans club… X-Files è tutto questo, e molto altro. È stata una delle pochissime serie a sopravvivere con dignità alla mancanza del suo vero protagonista-icona: dopo 7 anni, David Duchovny era – comprensibilmente – proteso ad esplorare altre vie e decise di lasciare la serie, acconsentendo solo a poche apparizioni future.
clip episodio 1
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Nonostante questo, X-Files ha costruito un equilibrio più unico che raro fra originalità e tradizione. E ha scelto un punto di partenza che è diventato un marchio di fabbrica: accostarsi ad un presupposto scientificamente verosimile… per poi dimostrare che si tratta di un elemento legato ad un mondo soprannaturale reale. È stata una delle poche serie, ad esclusione di Star Trek, a decretare un successo che si è rapidamente trasformato in una sorta di stile di vita.
I trekkers sognavano un futuro senza denaro, senza guerre e senza discriminazioni. Il futuro rappresentato dall’universo fantastico nato dall’immaginazione di Gene Roddenberry. E gli x-philes sognavano un futuro in cui le autorità avrebbero ceduto sotto i colpi dell’uomo comune in cerca di risposte. Niente più complotti, niente più segreti “a fin di bene”, niente più manovre decise da pochi per la vita di tutti. X-Files ha rappresentato, e ancora rappresenta, tutto questo: il sogno di un mondo in cui la verità è la fuori… ma a portata di mano. A portata di tutti noi.

www.foxtv.it