Dopo X-Files: Millennium (dal produttore di X-Files)

6 Agosto 2008 0 Di diteleblog

“Millennium”, telefilm prodotto da Chris Carter (già produttore di X-Files), riproposto su Italia 1 dal lunedì al venerdì intorno l’una di notte, (speriamo questa volta in versione integrale e con tutti gli episodi), è forse il telefilm più filosofico mai apparso nelle televisioni. Inquietante, oscuro, maturo, tenta di indagare senza pudori le radici del male.
Frank Black (interpretato con sofferenza ed intensità da Lance Henriksen, divo dei b-movie, che si è guadagnato, nel corso del telefilm, ben tre nomination ai Golden Globe), è un agente reclutato dal gruppo Millennium, un particolare gruppo di tutori della legge che tenta di fermare i serial killer, le tante sette che proliferano con l’avvento del nuovo millennio.

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Frank Black ha un dono (ma forse è una maledizione), lui può vedere quello che è successo semplicemente toccando un oggetto, magari poggiando le mani sul corpo di una vittima, oppure passando per il luogo in cui si è commesso un delitto. In fuga dal suo passato, e da un misterioso individuo che perseguita la sua famiglia, Frank sarà costretto a fare i conti con il suo potere, e con il mele che si aggira per le strade in attesa dell’arrivo del nuovo millennio per scatenare qualcosa di terrificante.
“Questo è ciò che siamo”, “Il giudizio è alle porte”, con queste frasi si apre ogni puntata del telefilm, su una bellissima musica. Carter non ha remore nell’imbastire le trame di Millennium, e mette dentro tutte le sue ossessioni, rendendo il telefilm difficilmente fruibile dal grande pubblico. Infatti, dopo che la prima serie si è rivelata un flop, ne affida la sceneggiatura a Glen Morgan e James Wong. La sterzava voluta dai due è decisamente inaspettata, la serie diviene ancora più cupa e violenta. La moglie di Frank viene rapita. Per salvarla, lui uccide il suo rapitore, un pazzo che minacciava da tempo la sua famiglia. Il matrimonio si sgretola, e lui abbandona la sua casa. In una puntata viene accusato di violenza alla figlia, in un’altra viene costretto ad essere il centro di una profezia indiana. Altre catastrofi sono in là da venire, la moglie morirà, il gruppo Millennium si rivelerà una organizzazione paramilitare neonazista. Carter licenzia i due e riprende in mano le redini del prodotto, ma è troppo tardi, e dopo appena tre serie, e 67 episodi, il telefilm viene cancellato.
Se è vero che il telefilm risente molto delle atmosfere del film “Seven”, è anche vero che la direzione presa da Carter è molto ambiziosa: indagare le radici del male, visto come pulsione nascosta o come entità reale, il chiedersi in continuazione chi sia l’altro, il perché un uomo possa compiere un delitto crudele. “Il male è una brezza-dirà Frank Black-io la sento sulla pelle, e preannuncia un uragano”.
Scene dal pilot
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