Distretto di polizia: riassunto episodi 3 e 4: “Fino all’ultimo respiro” – “L’amore impossibile”

10 Settembre 2008 0 Di diteleblog

Terzo episodio. Al distretto sono tutti combattuti per la morte di Irene (Francesca Inaudi), nonostante questo Luca (Simone Corrente) cerca di non farsi trasportare per cercare di scoprire chi è stato il colpevole, anche se lo stesso non si può dire di Alessandro (Enrico Silvestrin) che a causa della sua disperazione e della sua voglia di scoprire la verità rischia di mandare a galla le indagini.
Al Commissariato intanto si presenta Matilde Fioroni, per denunciare la scomparsa del figlio che è stato rapito dalla macchina. Viene così chiamato anche il padre del bambino, suo ex marito, per mettere insieme i pezzi e capire come poter agire.
Un altro uomo nel frattempo si presenta al distretto per denunciare la scomparsa di Cleusa, una prostituta, a cui ha regalato 25.000 euro per riscattare il proprio protettore, liberandosi così da lui e poterlo sposare.

I due la sera si dovevano vedere per festeggiare la sua liberazione, ma lei è sparita, quindi pensa che ci sia dietro il suo protettore. I poliziotti pensano subito ad una truffa, sopratutto quando si presenta un altro uomo al distretto per denunciare la scomparsa di Barbara D’Orsantos, il quale caso si mostra identico.
Il rapinatore del bambino chiama il padre e al distretto viene registrata la telefonata: l’uomo rilascerà il bambino se verrà pagato un riscatto di 200.000 euro. Lui accetta, ma successivamente si scopre che l’uomo non può permettersi di pagare il riscatto, al contrario della moglie che gode di una buona situazione economica, quindi sulle prime si ipotizza che sia stato il padre a inscenare il rapimento per poter prendere i soldi della moglie.
Alessandro scopre che l’auto usata dai rapinatori era stata manomessa, facendo topare la benzina, procedimento usato nelle auto clandestine per farle andare più veloci. Berti pensa così di interrogare l’unico uomo che conosce che potrebbe essere coinvolto (dati i suoi precedenti) ma vedendo che lui nega tutto perde la pazienza e usa metodi poco professionali che inducono Luca ad intervenire per fermarlo.
Vittoria (Daniela Morozzi) va al distretto con la bimba, ringraziando Anna (Giulia Bevilacqua) per esserle stata vicino. La donna poi, vedendo i due uomini truffati, suggerisce ai colleghi di controllare in un sistema di prodotti tricologici, dato che un uomo è pelato e l’altro con il parrucchino, e infatti si scopre che i due sono iscritti in un sito che vende prodotti per capelli da cui la truffatrice poteva scegliere le sue vittime dai recapiti che venivano lasciati.
Si scopre così che la presunta truffatrice dei due uomini è Annabella Silva che dice di aver rubato i soldi per poter aiutare due amiche in difficoltà che non avevano avuto, come lei, la stessa fortuna di trovare qualcuno che pagasse il loro riscatto.
Viene analizzata la registrazione della telefonata del rapinatore (con la voce contraffatta) del bimbo e Matilde si accorge che, isolati i rumori, si sente la suoneria di un cellulare: appartiene a Paolo Mengoni, il fisioterapista con la quale la donna aveva passato una notte dopo aver scoperto il tradimento del marito.
La squadra cerca così di catturare l’uomo, ma durante l’inseguimento viene investito e perde la vita. Resta quindi il problema di dove si possa trovare il bambino dato che nell’appartamento dell’uomo non c’è nessuna traccia, tranne documenti e recapiti telefonici dei suoi pazienti.
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Elena, però, scopre che Mengoni, quando aveva ancora parecchi soldi, aveva comprato una piccola palazzina che però era abusiva e che quindi il comune aveva messo sotto sequestro abbattendola nella stessa giornata.
I poliziotti, così, si recano in fretta nel luogo, salvando appena in tempo il piccolo Simone, poco prima che venisse abbattuta la palazzina.
Alessandro, dopo aver sistemato le ultime cose della defunta fidanzata, lascia l’appartamento che divideva con lei, e, dopo aver rifiutato l’offerta di Raffaele (Max Giusti) di andare a vivere da lui, esprime apertamente che la sola cosa che desidera è scoprire chi ha assassinato Irene.
Luca, osservando i tempi di esecuzione delle rapine, nota che quattro di esse sono state compiute con tempi molto più brevi rispetto alle altre, questo vuol dire che loro sono già a conoscenza dei codici per aprire le cassaforti.
Quarto episodio. Sofia è stata aggredita in casa e Marcello, il suo vicino, la soccorre, consolando l’amica che, silenziosa, sembra essere rimasta sotto shock. L’uomo fa inoltre capire che non è la prima volta che succede qualcosa del genere.
Raffaele e Anna fanno un sopralluogo nella casa di Sofia dove incontrano Marcello, un vicino di casa molto amico della donna che dice di non aver visto nessuno e di non aver avvisato la polizia su richiesta della donna.
Raffaele riceve poi la telefonata della dottoressa che gli dice che non era la prima volta che Sofia era stata picchiata. I sospetti ricadono così sul marito, accusato precedentemente di aggressioni.
Una donna intanto si presenta al Commissariato: per la festa di compleanno di suo figlio aveva chiamato un’agenzia di animazione, quindi sono venuti due animatori vestiti da topo e da papero che però, durante un attimo di assenza in cui la donna era andata a cambiare la torta del figlio, hanno legato i bambini per poi portar via tutti i suoi regali.
Ugo (Marco Marzocca) e Giuseppe (Gianni Ferreri) interrogano così il responsabile dell’agenzia di animazioni a cui la donna si era rivolta, ma lui dice di non aver mandato nessuno alla festa in quanto nella stessa mattinata avevano ricevuto una telefonata per disdire tutto.
Ai due uomini non resta che interrogare il festeggiato: Gian Maria Petrocelli, un bambino viziato che al loro arrivo sta maltrattando un altro bambino, suo coetaneo, che si occupa delle consegne a domicilio del supermercato.
Viene trovato un uomo morto: Giampaolo Ramelli. Secondo le indagini l’uomo, prima di essere aggredito, aveva ricevuto la telefonata dell’assassino che gli ha dato appuntamento, e l’unica telefonata che ha ricevuto proveniva dal fisso di Tizzani Sofia, la donna aggredita su cui stanno indagando. Si scopre inoltre che, controllando la sua agenda, gli appuntamenti più recenti sono quelli con una certa Sofia. L’uomo, infatti, era a capo di un giro di prostitute di cui lui era il protettore e Sofia era una della sue donne, all’insaputa del marito, per mantenersi quando l’uomo era andato in galera.
Scoprono così che è stato Ravelli ad aggredire Sofia, ma resta ancora il dubbio su chi l’abbia ucciso: Cristiano infatti nega di conoscerlo, versione confermata dalla moglie, e l’unica sospettata resta Sofia che viene arrestata.
Ma ecco che la verità viene a galla: Elena (Anna Foglietta) infatti scopre che, Cristiano e Giampaolo, pur frequentando due prigioni diverse, per un periodo si sono ritrovati insieme nella stessa infermieria.

Cristiano si trova costretto a confessare tutto, rivelando che è stato lui a chiamare Ramelli, a dirgli come avvicinarsi alla moglie, come convincerla ad entrare nel suo giro di prostituzione e tutto questo perchè l’uomo in carcere non faceva altro che parlare dei soldi che aveva e della bella vita che faceva fuori. E’ stato lui quindi la sera prima a chiamare Ramelli per dirgli di non andarci troppo duro con Sofia perchè in fondo rimaneva pur sempre sua moglie. Ma dice anche di non essere stato lui ad ucciderlo.
Arrivano i risultati del Dna del sangue del fazzoletto trovato nella tasca di Cristiano che coincide al 100% con quello di Ramelli, ma ci sono anche tracce di una sostanza che i fotografi usano per pulire le lenti.
Raffaele quindi osserva che se viene messo un fazzoletto sporco di sangue nella tasca della giacca, anche il tessuto interno della tasca dovrebbe sporcarsi, cosa che invece non è successa, quindi il fazzoletto deve essere stato messo dopo e c’è solo una persona che ha le chiavi di casa dei Tizzani, che sapeva dov’erano i vestiti e che fa il fotografo: Marcello.
L’uomo viene così interrogato e confessa che lui inizialmente era andato da Ramelli solo per parlargli, ma vedendolo scambiare dei soldi con Cristiano che quindi era al corrente di tutto, dopo che la moglie faceva quelle cose solo per lui, non ci ha visto più e l’ha ucciso.
Continuano le indagini sulla rapina e Antonio (Roberto Nobile) scopre che le cassaforti sono tutte controllate da un unico software, fornito da una ditta di Roma.
Periodicamente il loro tecnico controlla che sia tutto in ordine ma, guarda caso, le rapine avvengono subito dopo la visita del tecnico.
Luca ha così intenzione di preparare un trappola per incastrare i rapinatori e manda Elena ad avvisare Alessandro della bella notizia. Alessandro però lo sapeva già e sembra sparito dal distretto. Luca lo raggiunge e cerca di fermarlo, dicendogli che se va ad interrogare il tecnico metterà a rischio l’indagine.
Giuseppe trova i costumi di papero e di topo usati dai presunti animatori, che provengono dalla compagnia teatrale dell’oratorio, scoprendo che, dietro il furto, c’era Michele Gazzone, il bambino che si occupa delle consegne a domicilio, che voleva dare una lezione a Gian Maria a causa del suo carattere viziato e arrogante.
Raffaele, sotto consiglio di Ugo e Giuseppe, si decide ad affrontare Anna, ma ecco che, quando si presenta a casa sua, vede la ragazza baciarsi con un altro uomo, quindi getta via i fiori che aveva comprato per lei e, ferito, scappa via.