“Quinta Dimensione – Il futuro è già qui”, si parla di sostenibilità con Barbara Gallavotti su Rai tre

Viviamo su un pianeta bellissimo, ancora bellissimo. Ma i cambiamenti climatici lo stanno trasformando profondamente: a questo e alle sfide che ci attendono per tutelarlo è dedicata la terza puntata di “Quinta Dimensione – Il futuro è già qui”, in onda il 26 marzo in prima serata su Rai3

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Barbara Gallavotti con l’aiuto di illustri esperti, ci guida nel percorso verso la sostenibilità, parola chiave per il futuro della Terra. Dalla nostra capacità di raggiungerla dipende il domani di tutti gli esseri umani. Come possiamo fare la differenza in modo che il riscaldamento globale si mantenga entro limiti accettabili?

Uno degli obbiettivi fondamentali è raggiungere la cosiddetta neutralità carbonica, un tema reso ancor più attuale dall’emergenza energetica causata dal conflitto tra Russia e Ucraina e le ricadute drammatiche sulle nostre forniture di gas, che potrebbero spingerci a ricorrere a un combustibile fossile altamente inquinante come il carbone che avrebbe dovuto invece essere dismesso.

In questo quadro, anche le decisioni individuali hanno un peso, dalla riduzione degli sprechi alle scelte alimentari sostenibili. E se la carne rossa è una fonte di cibo fortemente inquinante, ne esistono altre altamente proteiche e con scarti minimi, come i grilli.

Nel corso della puntata Stefano Caserini, docente di mitigazione dei cambiamenti climatici al Politecnico di Milano e Alessandro Dodaro, Direttore del dipartimento fusione e tecnologie della sicurezza nucleare ENEA, affrontano vantaggi, limiti e futuro delle energie rinnovabili e del nucleare, mentre Francesco Stellacci del Politecnico Federale Di Losanna commenta l’impatto e gli studi sull’evoluzione delle bioplastiche. 

Thomas Stocker, climatologo dell’Università di Berna analizza l’andamento del surriscaldamento globale, e con Christian Casarotto e Valeria Lencioni, ricercatori del Museo delle Scienze di Trento, scopriamo quanto la neve sia rivelatrice anche di questi mutamenti e di come gli inquinanti siano arrivati in alta montagna. Sempre il Museo ci consente di parlare di plastica, nascosta nelle nuove rocce in formazione, e di dare un’occhiata a come il nostro pianeta si è riscaldato in oltre un secolo.

Francesca Giordano dell’ISPRA, spiega l’importanza dell’adattamento, ovvero le strategie da adottare per ridurre la vulnerabilità di fronte a quella parte di cambiamenti climatici che non possiamo prevenire. Infine, vediamo come anche le ex miniere di carbone come quelle del Sulcis in Sardegna, dismesse proprio a causa del loro impatto ambientale, possano avere non solo nuova vita, ma addirittura costituire una risorsa diventando centri di eccellenza scientifica in cui indagare i segreti dell’Universo, e il Prof. Cristiano Galbiati coordinatore dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso, chiarisce l’importanza degli studi ed esperimenti svolti al loro interno.

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